Fototeca Palermitana. Una campagna visiva

Nel 2018 il corso di studi della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte si è svolto nella capitale siciliana, Palermo. Alle due escursioni scientifiche hanno, rispettivamente, preso parte borsisti dell’Istituto e un gruppo di dodici dottorandi internazionali. In questa occasione, e per contribuire alla documentazione visiva della città, la Fototeca ha commissionato un’importante campagna fotografica al rinomato fotografo Roberto Sigismondi che ha realizzato più di 600 fotografie professionali, attinenti l’arte e l’architettura dal Medioevo ai giorni nostri. Tale campagna si è concentrata, soprattutto, sugli esempi trattati durante il corso di studi. La scelta dei soggetti, inoltre, è stata dettata dalla volontà di colmare alcune lacune nella copertura fotografica della città e dei suoi dintorni, ed è ora messa a disposizione per le ricercatrici e i ricercatori a livello internazionale. Le fotografie si basano sull’orientamento tematico del corso di studi. In armonia con il titolo »Coexistence in Flux«, l’attenzione è posta sulla storia della migrazione e sulla multiforme produzione culturale a Palermo.

Fin dalla sua fondazione, la città portuale di Palermo è stata contraddistinta da uno carattere nomade. Grazie alla sua centrale posizione nel Mediterraneo, essa ha accolto molteplici flussi di popolazioni, a volte confluenti tra loro, a partire dai primi movimenti greci, romani, ebraici, arabi, normanni, spagnoli e peninsulari fino a quelli più recenti, africani, mediorientali e transoceanici, causati dalle disuguaglianze globali. Il motto del genius loci palermitano »Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit« (»Palermo conca d’oro divora i suoi e nutre gli stranieri«) sottolinea la forza inclusiva della città che ha generato uno dei palinsesti culturali più complessi del Mediterraneo.

Nel 2018, Palermo è entrata in una nuova fase di riflessione sul suo passato, presente e futuro, ospitando Manifesta, la Biennale nomade europea d’arte contemporanea. In linea con il profilo istituzionale della Biennale, Manifesta 12 è stata concepita dalle sue mediatrici e dai suoi mediatori creativi come una piattaforma radicata localmente e dedicata a urgenti questioni contemporanee. Con il tema »Il giardino planetario – Coltivare la coesistenza« la mostra intende discutere e indurre forme di coesistenza su più livelli, da quello locale a quello planetario, eleggendo Palermo come suo sito paradigmatico. Il viaggio di studi della Bibliotheca Hertziana »Coexistence in Flux« ha contribuito a questa riflessione avvicinandosi alla »coesistenza« da una prospettiva storico-artistica, guardando al patrimonio artistico della città nel reciproco rapporto con la sua attuale risonanza in campo espositivo.
In questo processo, un approccio critico alle modalità di pensiero e di azione emerse nella mostra ha fornito l’impulso per riconsiderare il passato e il presente artistico della città, e viceversa.

La selezione di 25 fotografie riportata di seguito esemplifica l’ampiezza e la varietà della campagna.

 

 

Progetto: Maria Bremer, Tristan Weddigen, David Zagoury
Testi: Maria Bremer, David Zagoury
Fotografi: Roberto Sigismondi, Tristan Weddigen
Realizzazione: Tatjana Bartsch

12.12.2018

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